La gioia dell’ultimo volo

Sono nata in primavera, ai primi raggi di sole ho aperto gli occhi e devo ammettere che sono rimasta subito incantata dal panorama che mi circondava.

La mia crescita e’ stata veloce, nutrita dalle pioggie, dal calore dei raggi e dall’amore di mia mamma, imponente, alta e maestosa.

Lei mi sorreggeva con le sue lunghe braccia , io e le mie sorelle eravamo tutte così felici, vivevamo cullate dal vento e ogni giorno ci godevamo insieme tramonti dai colori magici.

Spesso ci visitavano simpatici uccellini o anche scoiattoli ; le formiche ci solleticavano, i ragnetti ci usavano come base per tessere le loro ragnatele. Era tutto molto divertente. La notte ascoltavamo i suoni del bosco e spesso ci piaceva spiare gli animali notturni che uscivano allo scoperto indisturbati. 

Il tempo trascorreva piacevole, dove abitavamo non si soffriva nemmeno la sete, eravamo proprio fortunate, eravamo tutte belle sane, color verde brillante.

Un giorno, purtroppo, arrivo’ anche per noi il tempo di lasciare la nostra mamma, pian pianino diventammo tutte gialle ma eravamo già preparate a quel giorno perche’ lei ci aveva raccontato che prima o poi sarebbe arrivato.

Ai primi freddi eravamo deboli, alcune di noi non ce la fecero e al primo soffio di vento si lasciarono trasportare , le vidi volare via per qualche breve tratto. In poco tempo, ai piedi della nostra madre, s’era creato un letto variopinto giallo e marrone. 

Io fui una delle ultime a lasciarla, ricordo ancora quel giorno perche’ dopo un breve viaggio sospesa nel vuoto m’appoggiai delicatamente su alcune delle mie sorelle che gia’ giacevano in terra ma, successe qualcosa di straordinario : ebbi la fortuna d’essere raccolta da un bambino di passaggio , che mi fece allegramente volare piu’ volte, insieme ci divertimmo molto e sono certa che anche lui, come me, avra’ un gioioso ricordo di quel momento insieme…

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BandieraUK

I was born in the spring, in the first rays of the sun I opened my eyes together with my little sisters and I must admit that I was immediately enchanted by the landscape that surrounded me.
My growth was fast, nourished by the rains, the warmth of the rays and the love of my mother, imposing, tall and strong.
She embraced the valley with her long arms, we were all so happy, we lived cradled by the wind, every day we enjoyed magical sunsets together.
We were often visited by cute little birds and squirrels; the ants tickled us, the spiders used us to weave their webs. It was all very funny. At night we listened to the sounds of the forest and liked to spy on nocturnal animals that came out into the open undisturbed.
The time passed pleasant, where we lived we did not suffer even thirst, we were really lucky.
One day, unfortunately, the time came for us to leave our mother, as the other little sisters did the year before, we were prepared for that day because she had told us that sooner or later he would arrive; in the first cold we were already all yellowed and weak, some of us didn’t make it, at the first breath of wind they let themselves be carried away and flew away for some short distance.
I was one of the last, I still remember that day because after a brief journey suspended in the void I gently leaned on some of my sisters who were already lying on the ground but something extraordinary happened: I was lucky to be gathered by a a passing child, who made me happily fly several times, we had a lot of fun together and I am sure that he, like me, will have a joyful memory of that moment together.