Rifugio Care’ Alto 2459mt.

Il rifugio Carè Alto “Dante Ongari” si trova a 2459 m s.l.m nel gruppo dell’Adamello, sul lungo crestone est del Carè Alto.

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Foto del rifugio dal parcheggio … la nostra meta è quel puntino bianco!

La nostra escursione per il rifugio ha inizio nella val di Borzago a Pian della Sega ( dalla frazione Pelugo di Spiazzo, dopo il paese di Tione di Trento, c’è la deviazione) dove si trova un ampio parcheggio, il percorso si snoda dapprima nel bosco , si supera il fiume attraverso un ponticello in legno per poi inerpicarsi in salita in modo deciso fino al rifugio, una salita impegnativa poichè sia tratta di 1200mt di dislivello, e per chi conosce l’Adamello sà che la zona è “spaccagambe”, non si trova un sentiero ma è ben segnalata la via da seguire sulle pietre che si trovano lungo il tragitto. Il panorama che ci accompagna è molto bello e vario, ci sono cascate e ruscelli ovunque.

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Dopo circa due ore di cammino, il rifugio si presente sopra di noi, maestoso. Circondato dalle nuvole. Sembra sia li’ a due passi ma sono gli ultimi e i piu’ difficili per la stanchezza delle gambe, ci facciamo forza e con estrema soddisfazione lo raggiungiamo nei tempi previsti , prima che ci sorprenda la pioggia preannunciata per il primo pomeriggio. (la sera c’è stata anche una breve nevicata)

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Abbiamo prenotato per la notte cosi’ ci possiamo godere con calma il nostro weekend in quota, il panorama superlativo, il silezio, la pace, la serenità che offre …

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Niky è entusiasta , ha trovato un amico con il quale giocare, si chiama Argo, un giocherellone come lei… che fortuna trovare un amico in quota!

Durante la gustosa (e meritata) cena abbiamo occasione di conversare con altri escursionisti, è sempre piacevole condividere le proprie esperienze con gli altri, non ci accorgiamo nemmeno del tempo che passa e si fà l’ora di andare a dormire, in rifugio ci si sveglia sempre presto, c’è un gruppo che l’indomani andrà sul ghiacciaio e partirà alle 5, per fortuna noi abbiamo piu’ tempo per dormire e non abbiamo orari. Il giorno seguente, dopo colazione, saliamo verso la bocchetta del cannone per ammirare il panorama, un momento di meditazione in questi luoghi dove sono caduti tanti soldati e parecchi sono morti per il freddo è d’obbligo…. prima d’imboccare il sentiero per il rientro, lasciando anche qui un pezzo del nostro cuore, un weekend in quota ci regala sempre moltissime emozioni.

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Niky al rientro è proprio distrutta!