La primavera della mia infanzia era ancora una stagione ben definita, che faceva capolino a marzo e, solitamente, ci deliziava con il suo meglio per il pic-nic di pasquetta.

Era una stagione di fioritura, dei primi raggi di sole che t’invitavano a trascorrere splendide giornate all’aria aperta a giocare con gli amici, a raccogliere margherite, ad ascoltare il cinguettio degli uccellini che cantavano a squarciagola quasi a voler gridare a tutti la loro felicità, a respirare a pieni polmoni un’aria nuova, profumata, che ti coccolava l’anima e ti sentivi subito rigenerato, non c’erano troppe perplessità, una volta arrivata potevi tranquillamente cambiare abbigliamento senza rischiare un’improvvisa ondata di gelo. Osservavi i boccioli delle piante con meraviglia, le foglioline, i fiori, pensando che dopo il lungo riposo invernale ora erano li, a risvegliarsi, a sgranchirsi i rami e a godersi, finalmente, il bel tempo ; al  massimo c’era qualche piacevole pioggerella che durava poco e, soprattutto, non abbassava di dieci gradi le temperature! 

Oggi, diciamoci la verità, con le stagioni è diventato un bel casino!

Quest’anno abbiamo praticamente saltato l’inverno, che noi aspettavamo trepidanti per poter andare a ciaspolare, scendere in piena velocità con il bob, visitare rifugi sperduti per poi gustarci un meritato pasto caldo … ed invece niente… Neve ? pochissima! Arrivata pure tardi, quando ormai avevamo solo voglia d’archiviare il freddo.

Ma, dopo un breve assaggio della primavera, dove già uscivi in maniche corte e rispolveravi soddisfatta i vestitini leggeri, con una sana voglia di frutta fresca ed insalatone per pranzo… ci ritroviamo a metà aprile con le ossa ancora umide e nessun raggio di sole!

Gli uccellini perplessi ed infreddoliti si nascondono sui rami delle piante che, ancora indecise , non sanno se germogliare o tornare a dormire. 

Alice, la nostra tartaruga, non ha nessuna intenzione di uscire dal suo letargo, i pochi raggi di sole non sono stati sufficienti per riscaldare l’acqua del suo laghetto e , probabilmente, pensa che siamo ancora nel mese di gennaio! 

Oggi osservo tristemente fuori dalla finestra il cielo grigio, che in questo weekend m’ha costretto ad una forzata clausura e a dedicarmi quindi alla scrittura, alla fotografia e alla lettura,  le temperature non invitano ad uscire ma solo a rintanarsi sotto le coperte con una bella tisana! 

Già. Mai come quest’anno ho voglia di primavera, di potermi vestire leggera , colorata e a fiorellini ( come ogni anno ho questa tendenza dei vestiti a fiori in questo periodo ) senza aver freddo e poi caldo e poi di nuovo freddo. Sono stufa d’avere il mal di stomaco per gli sbalzi e la voce rauca.

Voglio un caldo sole che mi scaldi e m’abbracci per tutto il giorno, fino al tramonto. Voglio sdraiarmi in un prato fiorito ad ascoltare gli uccellini che cinguettano felici, rientrare la sera e poter passeggiare nei campi dopo cena, godermi la natura, giocare all’aperto con mio figlio, guidare con i finestrini abbassati, capelli al vento e cantare a squarciagola senza beccarmi una polmonite! 

Ho voglia di respirare l’aria, l’aria di primavera … 

 

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The spring of my childhood was still a well-defined season, which peeked out in March and usually delighted us with its best for the Easter Monday picnic.
It was a season of flowering, the first rays of sun that invited you to spend wonderful days outdoors playing with friends, to gathering daisies, listening to the chirping of little birds singing at the top of their lungs as if to scream at all their happiness, to breathe deeply new air, perfumed, that pampered your soul and you immediately felt regenerated, there were not too many perplexities, once you arrived you could easily change clothing without risking a sudden wave of frost. You observed the flower buds with wonder, the leaflets, the flowers, thinking that after the long winter rest they were now there, to awaken, to stretch their branches and finally enjoy the good weather; at best there was some pleasant drizzle that lasted little and, above all, did not lower the temperatures by ten degrees!
Today, let’s face it, with the seasons it has become a mess!
This year we have practically skipped the winter, which we were waiting anxiously to be able to go snowshoeing, go down at full speed with the bob, visit remote shelters and then enjoy a well-deserved hot meal … and instead nothing … Snow? very little! Arrived too late, when by then we only wanted to file the cold.
But, after a brief taste of spring, where you already went out in short sleeves and returned lightly satisfied the light dresses, with a healthy desire for fresh fruit and salads for lunch … we find ourselves in mid-April with the bones still wet and no ray of Sun!
The perplexed and cold birds hide themselves on the branches of the plants which, still undecided, do not know whether to sprout or go back to sleep.
Alice, our turtle, has no intention of getting out of her lethargy, the few sunbeams were not enough to heat the water in her pond and she probably thinks we are still in January!
Today I look sadly out of the window at the gray sky, which forced me into a forced seclusion this weekend and then to dedicate myself to writing, photography and reading, the temperatures do not invite us to go out but only to hide under the covers with a beautiful herbal tea!
Already, never like this year I want to spring, to be able to dress light, colorful and with flowers (like every year I have this tendency of flowered dresses in this period) without being cold and then hot and then cold again. I’m sick of having a stomach ache from jolting and a hoarse voice.
I want a sun that warms me, hugs me and pampers me all day until sunset. I want to lie down in a flowery meadow to listen to the little birds chirping happily, come back at night and be able to walk in the fields after dinner, enjoy nature, awaken the body, play outside with my son, drive with the windows down, hair in the wind and sing at the top of my lungs without getting pneumonia!
I want to breathe the air, the spring air …

 

 

 

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