Divisi ma uniti

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“Distantimauniti” insieme a “iorestoacasa”, ci hanno accompagnato in questi mesi di quarantena, per Alex e’ stato “divisimauniti” rappresentato fisicamente dalla siepe che ci separa dal vicino. Qualche anno in piu’ per un bambino non fa’ la differenza, anzi! E’ stata una fortuna per loro poter condividere qualche momento di gioco ( anche se la povera siepe e’ ora diradata e il nostro giardino ha rischiato l’esplosione! ) i due ometti con il passare dei giorni sono diventati indubbiamente piu’ uniti , creando un’immancabile appuntamento quotidiano: la merenda. Ammiro la capacita’ d’adattamento dei bambini e ho preso esempio da loro per vivere al meglio i giorni a casa che, pensandoci ora a ritroso, sono pure volati! Ogni giornata era da reinventare, a volte mi sembrava d’essere la protagonista di quei film dove si svegliano sempre nello stesso giorno … ahahahaha … ed ammetto che,  nonostante abbia cercato di mantenere una certa “routine”, alcune volte ho gettato la spugna e “lasciato passare”, come se fosse del tempo inutile che doveva solo trascorrere (anche se dentro me stessa sapevo comunque d’aver combinato qualcosa di utile: che fossero semplicemente i compiti – certe mattine una vera e propria guerra! – o i mestieri.) Ho sempre apprezzato i piccoli momenti, anche prima della quarantena, che si trattassero di coccole per me o la famiglia, il gioco, i lavoretti con Alex, mangiare bene, ascoltare gli uccellini , osservare la natura ed avendo una vita sociale poco attiva (per scelta mia) da questo punto di vista non m’e’ mancato molto del mondo esterno (grazie alla tecnologia nonni, parenti ed amici li ho sentiti vicini – molto divertente è stato l’ape-videochiamata con gli amici) ho curato giardino e casa con una cura maniacale mai avuta prima, ho letto, testato qualche nuova ricetta, giocato e studiato con Alex, pranzato con calma, guardato film interessanti e, dopo un primo periodo d’irrequietezza e sconforto, mi sono anche rilassata! ed ora , che mi sono abituata a stare nel mio “nido sicuro” , mi preoccupa di piu’ il ritorno alla cosiddetta “normalita’ ” perche’, se pur tanto desiderata e piena di speranza, e’ anche carica d’incertezze per le conseguenze che di sicuro causera’ questa pandemia … ma questo sara’ un altro capitolo…